Verso il congresso

La fase congressuale che abbiamo di fronte rappresenta una grande occasione per il nostro Partito Democratico. Abbiamo oggi la possibilità di definire l’assetto provinciale e locale del partito che, dopo l’elezione di Bersani segretario nazionale e Mazzoli segretario regionale, era stato rinviato ad un momento successivo le elezioni regionali.

Il Partito che vogliamo è un partito popolare, radicato fortemente sul territorio, che sappia rimettere al centro dell’agenda politica in chiave innovativa i temi dello sviluppo e del lavoro, della scuola , della sanità e della formazione, di un welfare più vicino alle reali esigenze delle donne, degli anziani dei bambini,  della sostenibilità ambientale, i temi dell’inclusione e dell’allargamento della cittadinanza.

Ad Aprilia, non possiamo pensare di recuperare quel consenso che, a causa di scelte disastrose, abbiamo perso tra gli elettori  senza un partito forte, che sappia tornare tra le persone con una proposta credibile di città, che partendo dal nuovo protagonismo dei circoli,  scommetta sul rinnovamento e sulla valorizzazione delle competenze. Dobbiamo saper affermare la nostra idea di territorio, la connessione del centro con le borgate,  dobbiamo dire quale scuola e quale sanità per la nostra città, quali opportunità per i giovani, come la vivacità associativa culturale e sportiva si trasforma in un punto di forza, la nostra idea di pubblico servizio, relazionarci  con i tanti soggetti produttivi che nella crisi del sistema Paese resistono e creano lavoro.

La coalizione civica guidata Domenico D’Alessio ha rappresentato per gli elettori un’alternativa credibile ai partiti tradizionali, ritenuti responsabili della cattiva gestione della città. D’Alessio non ha la colpa di aver vinto le elezioni, siamo noi , militanti e dirigenti di partito che dobbiamo interrogarci.

Se riusciremo a fare questo anche la nostra azione di opposizione in consiglio comunale sarà più forte, autorevole e  meno schizofrenica. Oggi alterniamo momenti di assoluta empatia a fasi strumentali e inadeguate.

Per questo è necessario aprire una fase congressuale vera, che metta al centro i contenuti, che non coarti il dibattito, che sappia lanciare la prospettiva non solo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali (per altro collocati in la nel tempo) ma si apra alla riflessione e al contributo di iscritti e simpatizzanti. Se faremo questo getteremo le basi per una forza riformista capace di interpretare e dare risposte alla società , diversamente costruiremo le premesse per essere soggetto politico residuale nello scenario politico.

One thought on “Verso il congresso

  1. Noi come partito perdiamo consensi in quanto a volte noN crediamo a
    quello ce dobbiamo fare
    l’esempio lampante è stato il giorno che siamo andati alla sede che
    dobbiamo approntare.
    Dobbiamo essere umili, iniziando dalla base, avvicinendo chi a
    bisogno chi soffre, attraverso lavoroi onlus,
    la gente bisogna farla parlare, poi attraverso iniziative prese
    insieme aiutarla, in quello che possiamo.
    Esempio tutti vogglio aiutare gli anziani, ma di fatto questo non
    avviene, in fossignano ci sono degli spizi ce sono lager,
    sIAMO IN TANTI MA è COME VIVERE IN UNA FORESTE IL VIXINO NOBN SI
    ACCORGE SEL BISOMP DELL’ALTRO BASTANO PICCOLI GESTA PER FARCI GRANDu
    sE LAVORIAMO SU QUESTI PUNTI POSSIAMO FACERLA.
    oRGANIZZAMOCI SENZA FARE CRITICE MA AUTOCRITICHE, mETTERE IL FARDELLO
    CHE PORTIAMO SIETRO IN AVANTI, iO SONO PRONTO CERCO COLLABORATORI

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