“Che quando poi è giorno qui da voi andiamo a scuola?” Accade così, tutte le sere, quando fuori fa buio che la nostra piccola tiranna ci proponga questa quesito. La sera, quando siamo tutti insieme a casa, mentre guardiamo un cartone o prepariamo la cena (e devo dire che sono momenti molti intensi , nonstante ci arriviamo stanchi e in affanno), arriva puntuale la domanda. Che suona pressapoco così: lo vedete, mamma e papà quanto stiamo bene insieme e quante cose interessanti possiamo fare qui nella nostra casa e allora perchè devo andare all’asilo?
Perchè ci sono tanti bambini con cui giocare!
Ma anche qui ci sono io e c’è pusicchio (al secolo suo fratello Francesco Saverio).
Perchè imparate tante cose belle e interessanti!
Ma anche noi qui a casa oggi abbiamo fatto i biscotti, lavorato il pongo, colorato con le dita!
Perchè a scuola poi imparerai a scrivere e a leggere!
Ma io sò già scrivere e leggere guarda!( e giù con il pennarello sulla gamba).
Martù la mattina papà va al lavoro e mamma pure e i bambini vanno a scuola.
Ma pusicchio va da nonna Dina?
Eh, si è vero ma lui va dalla nonna perchè e ancora piccoletto!
Ma anche io mamma sono piccola ! ……….
Ed è così, in questo alternarsi di punti di domanda e punti esclamativi, che mi perdo sapendo che devo assolutamente ritrovarmi.
